Focaccia ripiena di finocchio e caciocavallo

  • 1/2 kg. di farina;
  • lievito;
  • 2 finocchi;
  • cipolle bionde a piacere (io ne ho messe 3);
  • 2 cucchiai di olio;
  • parmigiano grattugiato;
  • 150 gr. di caciocavallo.

Lo so che state pensando che questa storia del lievito madre liquido mi ha un po’ preso la mano, e forse è vero, ma la cosa strabiliante che mi fa affezionare sempre più alla sperimentazione di nuovi tipi di focaccia è come si riesca semplicemente e in modo vario con un tipo di pietanza del genere a fornire a tutta la famiglia un piatto della salute fruibile anche liberamente ad orari diversi come spesso abbiamo bisogno di fare.

Durante lo smart working io gradirei molto anche un’insalata ma devo dire che non viene accettata dai ragazzi con lo stesso entusiasmo.

Per l’impasto della focaccia ci vuole molto tempo, come vi ho già raccontato ha bisogno di stare una giornata in frigo, potete ritrovare la ricetta nell’articolo intitolato “IL PANE”, dove distinguevo le due lievitazione diverse previste per il pane e per la pizza/focaccia.

Dando quindi per scontato di aver preparato l’impasto come descritto, averlo fatto lievitare per le 6 ore previste a temperatura ambiente e per un giorno in frigo, estraiamolo ora dal frigo e lasciamolo lievitare 2 ore a temperatura ambiente prima di stenderlo.

Per quanto riguarda invece il ripieno dobbiamo far rosolare nell’olio extra vergine di oliva la cipolla e aggiungere i finocchi tagliati finemente.

Dopo una quindicina di minuti dovrebbero essersi ammorbiditi, lasciamoli intiepidire e poi mescoliamoli con il parmigiano e col caciocavallo tagliato a pezzettini piccoli.

Stendiamo ora metà della pasta in una teglia unta ed infarinata cercando di far rimanere il bordino un po’ ampio per chiudere la nostra focaccia una volta inserito il ripieno.

Stendiamo il ripieno nella teglia sopra la pasta stesa, e poi mettiamola nuovamente a lievitare per un paio d’ore.

La cottura in forno richiederà una mezz’oretta a 180°, forno statico con un programma di cottura rapida.

Spaghetti integrali alla crema di tofu e noci

  • 400 gr. di spaghetti integrali;
  • 200 gr. di tofu;
  • 100 gr. di noci sgusciate;
  • 1 bicchiere di latte;
  • Olio;
  • Origano;
  • Sale, pepe.

Era da tanto che desideravo fare amicizia col tofu, ma non lo conoscevo proprio e se devo essere sincera ero un po’ prevenuta da tanti discorsi sul fatto che il suo gusto sarebbe così neutro da…assomigliare a quello del cartone.

L’occasione è arrivata dalla curiosità che mi ha fatto l’apertura di un nuovo supermercato vicino alla zona dove lavora mio marito, popolata prevalentemente da cinesi.

Non so voi, ma io per provare a cucinare qualcosa devo riuscire ad immaginarne il gusto, a valutarne gli abbinamenti con i condimenti anche dall’odore mentre cuoce.

Per questo ho dovuto rinunciare ad acquistare molte cose in quel supermercato perché neppure le commesse sono riuscite a spiegarmene l’utizzo; ed è un peccato, perché c’erano quantità e qualità infinite di funghi.. e di erbe essiccate…e di dolci…

Ho preso, oltre al tofu, soltanto qualche dolcetto ed un paio di tisane che secondo me, col senno di poi, si sono rivelate ingredienti per decotti anziché per il tè.

Comunque, tornando al tofu, dopo aver scartato tutte le confezioni che contenevano tantissimi conservanti, su consiglio di una simpatica e giovane cinesina. ho acquistato 2 confezioni di una tipologia che secondo lei si poteva consumare anche al naturale.

Ho pensato che fosse un buon primo passo e, tornata a casa, mi son messa a ragionare su come consumarlo.

Molti siti consigliano la cottura alla piastra, un po’ come per i formaggi che a volte si grigliano, tipo la scamorza, ma aprendo la confezione ho avuto la bruttissima sorpresa che la consistenza non fosse tale da poterlo tagliare a fette; era molto, troppo morbido, ricordava di più la consistenza della parte densa della panna da cucina.

“E panna sia!” ho pensato, e siccome assaggiandolo era completamente insapore, l’ho aromatizzato:

In un tegamino alto ho messo il tofu, olio, sale, pepe, origano ed i gherigli di noce, e col minipimer ho mischiato il tutto.

Ho cotto la pasta un po’al dente e l’ho condita con la salsina…

Era buonissima, francamente questo tofu morbido sostituiva perfettamente la panna…mi sa che qualche volta quando esce dal lavoro mio marito dovrà fermarsi di nuovo a quel supermercato…😉.

Sformato di cavolfiore e patate

  • 1 cavolfiore;
  • 500 g Patate;
  • 150 g Scamorza (provola);
  • 2 Uova;
  • Una bella grattata di parmigiano per l’impasto, una per la gratinatura;
  • Prezzemolo;
  • Sale, pepe;
  • 2 cucchiai Pangrattato.

Mio figlio ama i cavoli, di tutti i tipi.

Se però deve scegliere in ordine vengono: broccoli, cavolfiore e cavoli nero e soltanto dopo gli altri tipi di cavolo.

Per questo il cavolfiore lo faccio spesso, e, siccome mi piace anche la parte centrale un po’ legnosetta non è facile azzeccare la cottura, neppure con la mia fedele pentola a pressione, neppure aggiungendo le cimette in un secondo momento.

Ultimamente ho raggiunto il compromesso di scegliere le cimette cotte bene ed usarle come contorno, e destinare il resto a qualche altra pietanza, come in questo caso.

Dunque ho pulito bene il cavolfiore dopo aver separato le cimette e spezzettato il “tronchetto” centrale e poi l’ho cotto per 5 minuti in pentola a pressione.

In un’altra pentola, sempre a pressione, ho bollito per 15-20 minuti (dipende dalle dimensioni) le patate intere e spellate.

Ho verersato il cavolfiore in una ciotola e l’ho schiacciato con i rebbi di una forchetta, poi nella stessa ciotola ho aggiunto le patate schiacciandole con uno schiacciapatate.

A questa purea ho aggiunto le uova, il prezzemolo tritato, metà del parmigiano e la scamorza (se è morbida meglio passare allo schiacciapatate anche lei), poi ho amalgamato per bene il composto aggiungendo sale e pepe (se vi piace anche ua grattatina di noce moscata).

Ho adagiato il tutto nella classica pirofila imburrata e passata con un po’ di pangrattato, livellando la superficie.

Ho cosparso il tutto con l’altra metà del parmigiano mista ad un po’ di pangrattato ed ho infornato.

Per questi composti resto affezionata al forno ventilato, a 180° per 30 minuti circa.

Risotto di zucche ARLECCHINO

  • 200 gr. di zucca gialla sbucciata;
  • 2 zucchini verdi;
  • 400 g di riso;
  • 3 cucchiai di olio;
  • 1 cipolla ramata;
  • 1 litro di brodo vegetale ;
  • parmigiano grattugiato se piace;
  • sale, pepe.

Una delle battaglie che mi sono messa a combattere, al fine di una alimentazione più sana, è l’addio al glutammato”…

Non è che ne usassi tanti di quei velenosissimi dadi da brodo, però, per cucinare una verdura o soprattutto per i risotti me ne avvalevo volentieri.

Rinunciarvi significa avere sempre pronto in frigo un po’ di brodo vegetale, o gli ingredienti per prepararlo.

Capita quindi di avere una mistery box tutta al vegetale, che deriva dalla necessità di smaltire gli avanzi pro-brido vegetale: io oggi ad esempio mi trovo a dover consumare sia le zucche avanzate che l’ultimo brodo preparato, così da poterlo rinnovare.

Ho fatto appassire la cipolla tritata finemente in un tegame con l’olio, poi ci ho buttato le zucche tagliate a cubetti.

Ho fatto cuocere circa 1/4 d’ora, rigirando di tanto in tanto e aggiungendo brodo se necessario.

Quando le zucche sono state abbastanza morbide ne ho schiacciate una parte con i rebbi di una forchetta.

Ho unito il riso mescolando per fare tostare per circa 5 minuti.

Ho proseguito versando il brodo poco per volta e mescolando frequentemente.

Trascorsi circa 20 minuti il riso è cotto, io lo servo direttamente, chi vuole aggiungerà una macinata di pepe nero, un filo di olio a crudo e/o il parmigiano.

Torta salata di pane

  • 250 gr. di pane raffermo;
  • 250 ml. di latte;
  • 200 gr. di mozzarella;
  • 150 gr. di “qualcosa di maialoso”: prosciutto cotto, salsiccia, speck…;
  • 2 uova;
  • Una bella grattata di parmigiano;
  • Sale, pepe.

Adoro il “mio” pane, quello fatto da me col lievitino e la farina integrale tipo 2 macinata a pietra….

Lo adoro talmente tanto che mi piace anche il secondo o terzo giorno…in effetti non diventa duro come quello che si compra a bottega…

Però in casa si scatena una guerra senza pari…già i miei figli “sognano” il pane bianco….quando poi non è freschissimo, complice il colore, lo definiscono proprio “IL PANE DI LEGNO” e gli fanno un ostruzionismo insopportabile.

In questi frangenti ho trovato delle ricettine niente male, che fanno tornare il sorriso a tutti.

Per questa in particolare taglio il pane a tocchetti e lo metto in ammollo con il latte per circa 1 ora.

C’è il lato positivo che questo tipo di pane assorbe benissimo il latte, ma altrimenti basta lasciarlo ammollare per più tempo!

Lo frullo, aggiungo le uova, il sale ed il pepe, il prosciutto e la mozzarella a pezzetti ed una parte di parmigianograttugiato.

Una volta amalgamati gli ingredienti adagio l’impasto in una pirofila unta e cosparsa di pangrattato.


Con la seconda metà di parmigiano cospargo la superficie e alla fine cuocio in forno ventilato a 180° C per 30 minuti circa.

Filetti di branzino con patate e carciofi

  • 6 filetti di branzino scongelati;
  • 3 carciofi;
  • 1,5 kg di patate;
  • 2/3 spicchietti d’aglio;
  • olio;
  • sale, pepe, prezzemolo.

Chissà perchè, durante le feste, quando tutti, ma proprio tutti, esageriamo nel mangiare, ci viene in mente il pesce, quasi fosse leggero come un pinzimonio…ma forse è soltanto un modo per distoglierci dai dolci e dalla frutta secca, chissà.

Io ho scelto di lasciare i carciofi come piccoli “inciampini” a dare sapore alle patate, quindi, dopo averli puliti e tagliati a spichietti, li ho sbollentati in pentola a pressione.

Le patate invece le ho provate con la buccia, come consigliato su di un sito internet, e devo dire che in forno hanno un loro perchè!

Pertanto ho lavato per bene la buccia e le ho fatte a fettine fini fini, poi le ho condite assieme ai carciofi (olio, sale, pepe, rosmarino).

In ultimo le ho adagiate nella teglia, unta e cosparsa di pangrattato, insieme agli spicchi d’aglio schiacciati, e sopra ho adagiato i filetti , anch’essi conditi con un fio d’olio.

Il forno l’ho usato statico, per non seccare troppo, 170, una mezz’oretta.

STUFATO DI IGNAME

IGNAME CINESE
  • Filetti di maiale o, in mancanza, pezzo di arista (700 gr.);
  • 2 igname (tubero);
  • 2 cucchiai d’olio;
  • 200 gr. passata di pomodoro;
  • sale e pepe.

La “mistery box” orientale prende il sopravvento soltanto quando il marito  non resiste alla curiosità di qualche prodotto presente al mercatino ambulante che si svolge ogni giorno nella “CHINATOWN” dove lavora.

Spesso, come in questo caso, il problema maggiore è scoprire “cosa”abbiamo comprato piuttosto che “come” si cucina.

Qualche volta abbiamo la fortuna, come in questo caso, di trovare una cinesina gentile, che parla un po’ di italiano e che ci dà una dritta.

Oggi abbiamo avuto un consiglio molto utile…perché il nostro IGNAME deve essere pulito e spellato per benino…ma ha il difetto di rilasciare una polverina urticante…ed essendo molto viscido al suo interno è difficile riuscire a non farsi sfiorare la pelle dalla buccia pelosa…

Capisco che quanto ho scritto possa far passare la voglia dell’assaggio…ma in realtà il risultato è stato così gradevole da valutare un nuovo acquisto.

Insomma, dopo aver spellate le mie “carotone” di IGNAME (che poi carote non sono…) ed averle messe a bagno, ho preparato la carne.

L’ho ridotta in pezzetti abbastanza piccoli, l’ho passata in una salamoia (sale, pepe, ramerino), poi l’ho fatta colorire nell’olio.

Una volta abbrustolita ho aggiunto la passata di pomodoro e un po’ di acqua.

Come faccio spesso io ho usato la pentola a pressione, con questa bastano poca acqua e 20 minuti di cottura, altrimenti servirebbero 1/2 litro almeno di acqua (aggiungerne eventualmente alla bisogna) e 1 ora di cottura.

A questo punto ho aggiunto il mio IGNAME, tagliato a dadini e un cucchiaino di curry e ho fatto cuocere altri 10 minuti (20 senza pentola a pressione).

Alla fine ho scoperchiato e ho fatto ritirare…indescrivibile il profumo che si è sparso per la cucina!

E anche il sapore alla fine non è stato da meno.

Orecchiette al ragu’ di fagioli

  • 500 gr. di orecchiette;
  • 400 ml. di passata di pomodoro;
  • 400 gr. di fagioli borlotti in scatola oppure 800 gr. di fagioli secchi;
  • Olio extravergine d’oliva;
  • 100 ml. di vino rosso;
  • 1 spicchio di aglio;
  • Uno scalogno + 1 cipolla;
  • Prezzemolo.

Non starò a far qui la storia dei fagioli secchi…sapete tutti benissimo che ci vogliono 8/12 ore di ammollo e la cottura…che per me consiste in 10 minuti in pentola a pressione, da lasciare poi svaporire da sola, abbandonata in terrazza per un risultato di uniformità nella consistenza, in mancanza di colpi d’aria.

La cottura nella pentola normale vi espone al rischio di masticare un bel fagiolo duro come un sasso ed uno spappolato come purè ogni 10 normalmente cotti…#sapevatelo 😉.

Nel mio caso si tratta della solita necessità di smaltire gli acquisti fatti da altri…che poi chissà perché il marito è tornato dal supermercato con 5 confezioni di fagioli precotti che non gli aveva chiesto nessuno…🤔🤔🤔.

Ho fatto soffriggere l’aglio tritato e le cipolle tagliate finemente nell’olio, aggiungendovi poi i fagioli.

Per farli insaporire li ho lasciati sobbollire un quarto d’ora aggiungendo il vino, che piano piano è evaporato.

Altri tre quarti d’ora li ho lasciati sobbollire a fuoco basso dopo aver aggiunto il pomodoro.

In questo sughetto ho fatto “risottare” per 5 minuti le orecchiette, che avevo cotto al dente.

Schiacciata ripiena di broccoli e salsiccia

  • 1/2 kg. di farina integrale;
  • 300 g. di acqua;
  • 1 cucchiaio di olio “bono”;
  • lievito: di birra secco o fresco oppure…il vostro lievito madre;
  • 2 spicchi d’aglio;
  • 2 broccoli;
  • 1 salsiccia;
  • 100 gr. di fontina o altro formaggio;
  • 2 cucchiai di olio;
  • Sale, pepe.

Squadra che vince…non si cambia!

E cosa dire allora di ricette da leccarsi i baffi come la mia SCHIACCIATA ALLA VERZA E SPECK?

Ho pensato di poterla replicare/migliorare con questi altri sapori….

Il procedimento è identico, l’unica variante è nella preparazione del ripieno da adagiare sulla pasta, nella teglia, prima di coprire il tutto con il restante impasto.

La cosa più noiosa è la pulitura dei broccoli, ai quali è opportuno togliere la pellicina esterna affinché cuociano bene e diventino belli teneri. Se spellati a dovere possono essere utilizzati anche i gambi, tagliati a pezzettini, sono molto saporiti.

Fate soffriggere l’aglio, ridotto in poltiglia, e quando comincia ad imbiondire aggiungete i ciuffetti ed i pezzettini di broccolo, insieme alla salsiccia, spellate e fatta a pezzettini.

La fontina si aggiunge al ripieno una volta intiepidito, dopo averla fatta a pezzettini .

Farcitura e cottura sono identiche all’ altra schiacciata.

Tartare di manzo

  • 1 hg di filetto tagliato finissimo a testa;
  • 1 cipollina fresca di tropea a testa;
  • Salsa worchester;
  • 1 limone;
  • Sale, pepe, olio.

Non so se sia capitata anche a voi, in macelleria, quella sensazione un po’ da cannibali come me di fronte un pezzo di carne così bello che dalla vetrina chiama e vi chiede di essere mangiato così…senza fargli subire l’onta della cottura.

Ecco, io in questi casi mi faccio ridurre la polpa in un trito molto fine dal macellaio stesso, se non la trovo già confezionata per lo scopo.

La preparazione è velocissima, per prima cosa ci unisco il succo di limone e un pochino di sale, che agevolano la “cottura”, poi la cipollina tagliata fine fine, il pepe, la salsa worchester e l’olio.

Se non vi sentite molto sanguinari e preferite la carne meno cruda basta far riposare la tartare una volta condita con limone e sale qualche ora in frigorifero.

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