I canederli (bastardi)

  • 250 gr. di pane raffermo;
  • 1 cipolla bianca frande;
  • 150 gr. di speck;
  • 2 uova;
  • 250 gr. di latte;
  • 10 gr. di burro;
  • pepe;
  • erba cipollina;
  • prezzemolo.

Tagliati la cipolla e lo speck in pezzettini piccoli piccoli si mettono a insaporire sul fuoco col burro.

Quando questo composto sarà tiepido andrà mischiato con tutti gli altri ingredienti (il pane precedentemente ammollare nel latte) e ne andranno fatte delle palline che, dopo essere state infarinate, potranno essere cotte bel brodo oppure bollite eppoi servite condite con formaggi fusi o con burro e salvia.

Tuttavia i canederli son dei gran bastardi…tu ti dai un sacco da fare per far loro acquisire quel caratteristico saporino che sta a metà fa il cipolloso e l’affumicato e loro si vendicano sempre col fattore compattezza.

Di fatto la cottura nel brodo rappresenta una garanzia…per male che vada si mangia una specie di stracciatella…e buonanotte al secchio.

Dovremmo forse partire mettendo il pane a “rinvenire” in meno latte, ed aggiungerli soltanto se ce n’è veramente bisogno…ma si rischierebbe di trovarsi a “rosicchiare” dei sassolini di pane…

Oppure forse si dovrebbe avere il coraggio di aggiungere il terzo uovo…ma si rischierebbe che diventino troppo compatti…

Fatto sta che il canederlo “asciutto” è da veri coraggiosi…e come sempre io non mi arrendo e continuo a provarci…ma purtroppo anche oggi a pranzo ho mangiato una specie di farinata…il sapore però era buono😉.

La zuppa imperiale

  • brodo di carne;
  • 4 uova;
  • 80 gr. parmigiano;
  • 60 gr. burro;
  • 60 gr. colmi di semola di grano;
  • noce moscata;
  • sale.

Io me le ricordo le ricette…quelle buone. Anche quelle di mia nonna, che cucinava in maniera diversa quando rimanevano da sole nei week end che i miei volevano trascorrere fuori porta e io invece restavo con lei perché dovevo studiare oppure semplicemente non avevo voglia.

E mi ricordo quelle di mia suocera, che a cucinare era la più brava, mi ricordo quelle che mi ha insegnato lì per lì e quelle che invece ho imparato “postume”, come il ragù, che sono riuscite ripensando a quello che diceva o faceva mentre noi eravamo semplici spettatori o dormiglioni della domenica mattina che si svegliavano fra mille appetitosi profumi.

Ma questa no, non l’avevo mai mangiata con lei, ma il marito ha avuto una “botta” di nostalgia e ho dovuto ereditarla dalla cognata, e devo dire che ne è valsa la pena, anche se, ancora una volta, mi trovo a tradire i miei principi delle diete senza colesterolo…😈

Ho sbattuto le uova ed ho aggiunto la farina, il parmigiano e da ultimo il burro sciolto.

Ho rivestito una teglia con un foglio di carta da forno e ci ho versato l’impasto creando uno strato di 1 /1.50 cm.

Poi l’ho messa nel forno statico già caldo a 180 ° per circa 15 minuti, in modo che diventasse ben dorato.

In ultimo ho tagliato questo”tortino” in quadretti di 1 cm che ho in ultimo fatto bollire nel brodo per 4 o 5 minuti.

Filetti di merluzzo croccanti con le zucchine

  • 2 confezioni di filetto di merluzzo surgelato da 400 gr;
  • 8 zucchine;
  • Origano, sale , pepe;
  • Semi di sesamo.

Oggi la mistery box è stata imposta da una riunione.

Sì perché non so voi ma io da quando lavoro da casa sono piena di impegni e riunioni affollatissime che durano ore e ore, quindi quando è arrivata la mia sorellina (Santa…) con le buste della spesa io ero troppo impegnata e lei ha gentilmente depositato “la merce” sopra la panchina che c’è nel nostro guardino…compresi i surgelati .

Quindi alla fine dell’orario d’ufficio la ricetta era imposta…potevo già essere contenta che non si fosse nel frattempo svolto un festino di gatti.

Ho tolto i filettini dalla scatola e li ho asciugati per bene con lo scottex.

Li ho conditi con olio, aglio, origano e sale, li ho ricoperti uno ad uno con i semi di sesamo e li ho adagiati in una teglia precedentemente unta e spolverata di pangrattato.

Ho tagliato le zucchine a grossi tocchi, li ho conditi con origano , sale, pepe e un po’ d’olio.

Ho aggiunto poi le zucchine al pesce nella teglia e ho fatto cuocere in forno ventilato a 180° per 20/30 minuti.

Ceci in umido

  • Ceci 500 gr.
  • Pomodori pelati 200 gr.
  • 1 cipolla;
  • Brodo vegetale 1/2 lt;
  • 2 spicchi d’aglio;
  • 1 salsiccia;
  • 1 rametto di ramerino e 1 foglia di alloro;
  • 2 cucchiaidi olio.

Stavo per dire: eccolo finalmente il piatto vegetar….

E in cece no…ci son cascata di nuovo ed ecco là….la salsiccia.

Non vorrei aggravare la mia posizione ma è vero…quanto ci guadagnano ‘sti ceci…piatto sano, rispettato da tutti i nutrizionisti con quel pezzettino di maiale?

E poi..siamo sicuri che sia rispettato proprio da tutti tutti?

Già si bisticcio su dove piazzarlo ne piatto della salute…(https://podistainquarantena.wordpress.com/a-tu-per-tu-con-il-piatto-della-salute/)

Cos’è secondo voi il cece…una proteina o un carboidrato? Ecco io ancora non l’ho capito, ma ogni tanto li faccio così, come piatto unico.

Dopo averli tenuti la notte “a mollo”, cuocio i ceci in pentola a pressione con un rametto di rosmarino, una foglia di alloro e gli spicchi d’aglio.

Calcolo 10 minuti dal fischio poi spengo il fuoco e lascio la pentola chiusa mentre preparo il resto.

Taglio la cipolla a pezzettini e metto la salsiccia a rosolare per un paio di minuti, poi aggiungo il pomodoro, un pochino di sale e lascio insaporire.

Dopo una decina di minuti aggiungo i ceci col brodo vegetale (https://podistainquarantena.wordpress.com/2020/11/22/il-brodo-vegetale/), abbasso la fiamma e lascio sobbolire una mezz’oretta.

Svizzera con funghi

  • Carne macinata 350 gr.;
  • 1 salsiccia;
  • Funghi champignon 500 gr.;
  • Passata di pomodoro 200 gr.;
  • 1 carota, 1 gambi di sedano, 1 cipolla;
  • Sale, pepe.

Non mi ricordo nemmeno più quando in casa abbiamo cominciato a pronunciare la parola HAMBURGER, ma probabilmente dopo la gita scolastica a Vienna delle superiori.

I confini erano molto più netti, si viaggiava molto meno e quando lo si faceva talvolta si guardavano con sospetto le confezioni diverse di alimenti così simili a quelli di casa nostra ma con nomi così altisonanti e stranieri.

I miei figli non mi credono quando dico che quella gita è stata la prima occasione in cui ho fatto conoscenza col Sig. Mac Donald.

Prima c’era la mamma che, come me – ma forse anche di più – giocava con le mistery box che non venivano dal supermercato ma dal mercato rionale, e quella polpettona schiacciata era per tutti i fiorentini “LA SVIZZERA”.

Io invece stavolta gioco con la carne macinata di un mancato polpettone e una confezione di champignon frutto di un’offerta dell’Esselunga.

Ho tritato cipolla, sedano e carota col coltello e li ho fatti imbiondire nella teglia con poco olio.

Poi vi ho adagiato sopra le mie “svizzere”, ottenute mischiando la carne macinata con la salsiccia.

Talvolta, quando non c’è in ballo un aroma forte come quello dei funghi ci mischio anche dell’aglio, del prezzemolo e un po ‘ di paprika.

Faccio colorire e sfumare col vino bianco.

È a questo punto che aggiungo il pomodoro lasciando cuocere una decina di minuti con la carne per far insaporire entrambi, intanto pulisco i funghetti.

Aggiungo in ultimo e per soli 5 minuti i funghi tagliati a fettine.

Buono il sughetto…a pensarci bene anche la classica montagnola di riso accanto non ci sarebbe mica stata male…

Tagliatelle alla verza

  • 1 verza;
  • 50 gr. speck;
  • 1 salsiccia;
  • 1/2 kg di tagliatelle fresche;
  • 1 spicchio d’aglio;
  • 1 scalogno;
  • 1 bicchiere di brodo vegetale (https://wp.me/pcA1MQ-1C);
  • sale, pepe.

Lo so che molti di voi scuotono già la testa pensando “ancora una volta cavolo…”… e avete ragione in effetti siamo degli inguaribili appassionati.

Ma soprattutto vivo col calendario delle verdire di stagione appeso al frigo (di natura sarei un po’ una schiappa perché, come si dice, “un vengo di campagna io”.

La preparazione è veloce, di più se fate sbollentare preventivamente la verza, ma se vi prendete il tempo di farla appassire piano piano in teglia il sapore ne guadagnerà molto.

Mettete quindi in una teglia un po’ di olio, l’aglio ridotto in poltiglia, lo scalogno tritato.

Appena cominciano a soffriggere aggiungete lo speck tagliato a dadini piccoli e la salsiccia, spellate e fatta a pezzettini.

Tagliate poi la verza a striscioline poiancora in pezzetti più piccoli e fatela insaporire nella teglia insieme agli altri ingredienti.

In ultimo aggiungete il brodo vegetale e lasciate cuocere coperchiato per una mezz’oretta nella quale dovrete sempre controllare che il liquido non evapori del tutto ed eventualmente ne aggiungerete un po’.

La tagliatelle fresca cuoce veloce, anzi toglietela al dente e fatela saltare nella teglia con la verza e gli altri ingredienti.

Trancio di tacchino ripieno

  • Petto di tacchino 600 gr.;
  • 50 gr. mortadella ;
  • 4 sottilette ;
  • 1 spicchio d’aglio;
  • 3 foglie di salvia;
  • 2 bicchieri di latte;
  • Sale e pepe;
  • Spago da cucina.

All’idea la prima sensazione è di solievo; se ripenso alla ricetta che ho già dato delle sovracosce viene solo da pensare “niente lavoro da certosini”…

https://podistainquarantena.wordpress.com/2020/11/29/sovracosce-di-pollo-ripiene-al-latte/

Anche qui però c’è una prova non indifferente da superare…di quelle che quando le vedi fare in televisione pensi: ” ammappa oh…e ora come fo?”

Eh sì perché questo bel trancio di petto di tacchino , per quanto tu possa essere stato bravo a sceglierlo,e attento alla forma che non sia troppo affusolata, ora va aperto “a libro”.

Lo sdrai sul tagliere e dovresti riuscire con un coltello lungo e ben affilato ad aprire due lembi, uno a destra e uno a sinistra proprio come le pagine di un libro in maniera da poterci adagiare il ripieno.

Fatto questo sei un bel pezzo avanti. Come per le sovracosce ci adagi sopra nell’ordine: i pezzettini di salvia, l’aglio schiacciato, sale, pepe , le sottilette e la mortadella.

Un’altra fase delicata è l’arrotolamento; non ho consigli da dare ma cerca di farlo in modo che ti bastino tre o quattro pezzi di spago per legarlo…e di ricordarti come li metti…sarai tu a dover fare la caccia al tesoro mentre lo tagli!!!

Fai rosolare la tua creazione nell’olio piantonandola a vista e muovendola continuamente; questo è il momento più pericoloso, quello in cui può accadere il “disastro”.

Difficile infatti che tu sia riuscito ad essere proprio un genio nell’apertura a libro…facile ce sia rimasta qualche fessurina dalla quale esce un po di formaggio fuso…

Se giri subito si forma soltanto ua crosticina in fondo alla pentola; non devi lasciare che si formi troppo “abbruciacchiaticcio”, appena la carne è un po’ colorita aggiungi il latte, coperchi immediatamente e abbassi la fiamma al minimo.

Dopo una decina di minuti vedrai che il formaggio arrostito sul fondo si stacca e comincia a formarsi un bel sughetto.

Per la cottura un po’ di tempo ci vuole, dipende dalla forma del pezzo di carne, all’incirca un’oretta.

Per capire quando è cotto bucalo con una forchetta fredda e se la punta dei rebbi è molto calda puoi spegnere.

La parmigiana di melanzane

Lo so, avevo promesso il “piatto della salute “, e devo confessare che ci ho provato a fare la parmigiana con le melanzane grigliate…ma no abbiate pazienza, quella non era parmigiana, era un po’ come la carbonara vegan, faceva voglia di picchiare qualcuno.

Quindi ne mangio poca, a volte punta vi confesso, ma sulla tavola ci dev’essere una parmigiana.

  • 4 melanzane lunghe;
  • Olio per friggere;
  • Passata di pomodoro;
  • Parmigiano abbondante;
  • 300 gr. mozzarella;
  • Sale;
  • Farina.

Mi sono rappacificata con la parmigiana quando ho scoperto un sistema alternativo molto simpatico per far fare l’acqua alle melanzane.

Quella è la prima operazione e per me la più noiosa, perché tutte quelle fette stese sul tagliere mi toglievano un sacco di spazio in cucina.

Dovevo anche stare attenta che il piano inclinato sul quale le adagiato per favorire l’eliminazione del liquido non le facesse cadere, insomma una vera noia.

Poi ho “rubato ” un segreto a casa di un’amica, ed è stata una vera rivelazione:

Taglio le melanzane a cubetti, le salo e le metto nello scolapasta con un peso sopra; l’eliminazione del liquido in questo modo è molto più veloce…visti tempi la si potrebbe definire “smart”.😁

Trascorsa qualche ora asciugo le melanzane, le infarino e le friggo.

Curando di aver fatto eliminare l’olio in eccesso le adagio in una pirofila:

Uno strato di dadini di melanzana fritta, un po’ di passata di pomodoro, dadini di mozzarella, grattata di parmigiano, e poi via, un altro strato.

Qui la cottura nel forno ventilato (mezz’ora e 180°) è molto indicata per togliere l’umidità in eccesso.

Una vera leccornia…un peccato di gola…se non si vuole andare all’inferno dopo averla portata in tavola ci si prepara una bella insalata e si mangia quella, i ragazzi comunque si leccheranno i baffi😉.

Torta di riso e cavoletti

La nonna, contrariamente a tutte le raccomandazioni, è la persona che esce di più in questa temporanea zona rossa…e comunque a vedere bene, in punta di diritto, lei non è stata messa in quarantena coatta come noi e quindi ne ha ben diritto.

E vorrebbe aiutare, dire fare, baciare e anche lettera e testamento.

Per questo quando si trova da sola al supermercato e vede qualcosa che piace ai suoi nipoti non resiste…

..e compra…cavolini di bruxel tutte le settimane.

Voglio inventarmi qualcosa per non rendere troppo monotona questa mistero box al sapore di cavolo…qualcosa che sia anche possibile scaldare velocemente nella mia breve pausa pranzo.

Avendo confezionato un piatto di tagliatelle la scorsa volta, stavolta voglio cimentarmi con il riso. Il forno, amico di sempre può aiutare se si confeziona qualcosa che sia agevole scaldare all’ultimo momento.

Il riso è un po più corposo delle tagliatelle, posso ovviare con un po di besciamella…poca poca…nascosta…perché se la vede Marco…vi ho già scritto che lui la odia proprio.

  • 1/2 kg cavoletti di bruxelles
  • 350 gr. riso;
  • 200 gr. di formaggio che si scioglie (io ho usato del caciocavallo);
  • 50 gr. mortadella;
  • 20 gr. di burro;
  • 1/2 lt. di latte;
  • Sale, pepe, aglio e noce moscata.

I cavolini li ho cotti con un pochino di olio e aglio in una teglia, dopo i primi 5 minuti in cui hanno preso sapore li ho salati, ho aggiunto del brodo vegetale

https://podistainquarantena.wordpress.com/2020/11/22/il-brodo-vegetale/getale/

e li ho coperchiati fino a fine cottura.

Poi mentre cuocere il riso ho preparato la besciamella:

https://podistainquarantena.wordpress.com/2020/11/30/la-besciamella/

Una volta pronti riso e besciamella ho mischiato tutti gli ingredienti compresi i cavolini, la besciamella, la mortadella ed il caciocavallo tagliati a piccoli dadini, ho imburrato una pirofila, l’ho cosparsa di pangrattato e ci ho adagiato l’impasto ottenuto.

Una bella grattata di parmigiano mischiata ad un cucchiaio di pangrattato per fare la crosticina e poi la solita mezz’oretta in forno a 180°.

Il riso è molto asciutto, forse meglio il forno statico; se si usa il ventilato molta attenzione e, alla bisogna, un bicchiere di brodo vegetale.

LA BESCIAMELLA

Bestia rara delle nostre mamme, che col mestolo di legno avevano difficoltà a far sì che non si “appalloccasse”, guardata torva da tutti i dottori che ci curano il colesterolo perché nella ricetta originale sembrano essenziali 50 grammi di burro per mezzo litro di latte, in realtà si rivela spesso un’amica generosa e neanche tanto pesante se si dosano gli ingredienti.

  • 20 gr. di burro;
  • 1/2 lt. di latte;
  • 2 cucchiai colmi di farina;
  • sale, pepe, noce moscata.

Io faccio soltanto ammorbidire un po il burro all’inizio ma poi metto tutti gli ingredienti insieme, a freddo, nel pentolino, abbondando di noce moscata perché questa è con il purè, la preparazione che più ne richiede.

Giro anch’io col mestolo di legno come faceva mamma, ma non temo i grumi di farina perché posso sempre chiamare, dopo aver tolto il pentolino dal fuoco, il minipimer in mio aiuto.

Quando il latte comincia a prendere il bollore bastano 2 minuti, nei quali bisogna girare forsennatamente il composto con il mestolo, e poi la nostra salsa è pronta.

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