Per chi non mi conosce….(o non mi conosceva prima che soffrissi così tanto di mancanza di corsa)

Qualcuno non mi riconoscerà nemmeno in questa foto….eppure non mi ero neppure appena alzata dal divano…ero già uscita di casa per andare al lavoro a piedi (forse l’operazione più difficile) e dal Ponte da Verrazzano avevo già invidiato l’allenamento gioioso e conviviale di uno dei gruppi più stupendi di donne che esistano a Firenze: le FLORENCE DRAGON LADY (http://www.florence-dragonlady.it/)

Ho pensato mi ci volesse una squadra, ho pensato di poter imparare, proprio sull’Arno di fronte al quale ero nata, quella loro forma di resilienza che deriva dalla malattia e che ha regalato a tutte loro la consapevolezza di aver ricevuto in dono una seconda vita e che in quella vita non possono che concentrare tutta la gioia, l’esuberanza e la generosità che potesse essere mancata nella prima.

Non posso negare che non sia stato un grande insegnamento di vita. Ma lo sport no, non faceva per me, ho dato tutta me stessa ma non sono mai riuscita ad imparare come diavolo dovesse essere tenuta in mano quella pagaia a regola d’arte.

Ci sono però esperienze che, anche se sbagliate, servono da “ponte” verso qualcos’altro a cui si era diretti. Forse per questo oggi dovrei ringraziare l’allenatore che, vedendomi totalmente inetta mi consigliò di fare almeno un po’ di fiato prima di salire in barca; mi mandò a correre favorendo l’incontro con le DONNE SEMPRE DI CORSA .

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Le prime corse sapevano soprattutto di libertà, di compagnia, di una squadra che era tale ma che non ti imponeva nulla


Non saprei dire come, dalle prime garette a cui mi sono iscritta con un paio di queste amiche io possa essere arrivata alla vera e propria “fame” di capire come funziona veramente l’ambiente del podismo, quali sono le “regole” da seguire per migliorare le proprie prestazioni, anzi forse in questo periodo pensavo ancora di non essere abile in niente, che anche nella corsa avrei dovuto “accontentarmi”….ero ormai avanti con gli anni, ero “cicciona”…

Per un paio di anni mi sono “crogiolata” in questa condizione, coccolata dalle amiche, ricercata da coloro che pubblicano il “caso”, la signora di mezza età, sovrappeso, che si butta nella mischia e che per questo fa notizia.

Forse ci voleva l’inciampo, la mezza maratona preparata male, la corsa all’ospedale,

o forse ci voleva la trasferta per la prima mezza maratona fuori casa, una ROMA-OSTIA vissuta con due amiche di uan squadra podistica di Firenze che cominciassero a darmi le dritte su come funzionano gli allenamenti e di come la preparazione fisica debba essere accompagnata da un certo tipo di dieta…

Ho scoperto a mie spese che il lavoro duro paga, ma anche che puo’ diventare una malattia, quasi un incubo, ti porta in alto se lavori bene ma che ti puoi affezionare a qualcosa che non è il tuo stile di vita, che forse non è il meglio per te.

Ho perso più di 20 kg in 5 mesi, e il mio metabolismo ha iniziato a seguirmi nei miei desideri, ho avuto grandi soddisfazioni per un anno, non avrei mai pensato di diventare un’atleta a più di 50 anni e soprattutto di andare sul podio.

Non avrei mai pensato di trovare in una squadra podistica un gruppo di amici incredibili capaci di ridimensionare i tuoi risultati, di gratificare i tuoi successi ma più di tutto di accoglierti a braccia aperte in caso di difficoltà….

Purtroppo il mio organismo si sta ribellando a questo mio “stravolgimento” da autodidatta, sto iniziando adesso la battagli che si prospetta la più difficile ad oggi….che è quella di TROVARE LA GIUSTA MISURA.

I miei amici MARINAI (compagni della squadra NAVE) mi aiuteranno perchè sento che non è nelle mie corde, e anche questo blog è un po’ un inizio.

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